Le attività dell'uomo sulla costa (gli scarichi civili, le attività industriali, la costruzione della viabilità, le opere di difesa della costa, i ripascimenti delle spiagge, etc.) generano forti pressioni sull'ecosistema ed è, quindi, fondamentale che ogni comunità si doti di uno strumento conoscitivo in grado di evidenziare e quantificare gli eventuali danni ambientali in atto, al fine di pianificare tempestivamente le opportune attività correttive.
A questo scopo il Testo Unico delle Acque (D.Lgs. 152/1999), oggi sostituito dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006), ha per la prima volta introdotto la necessità di un'attività sistematica di monitoraggio dell'ecosistema costiero, a cura di ogni regione italiana.
A partire dal 1998, anno in cui il controllo è iniziato sperimentalmente in Liguria con il contributo del Ministero dell'Ambiente, questa rete di monitoraggio è stata gradualmente adattata in base all'evoluzione del quadro normativo.
Il monitoraggio ambientale è uno dei principali compiti di ARPAL. Attraverso le reti di monitoraggio dislocate sul territorio, con l´impiego di strumentazione automatica, manuale e campagne di misura, vengono controllate le variabili più significative delle principali matrici ambientali (aria, acqua, suolo, ecc.) per valutare lo stato dell'ambiente.
Infatti, quale Ente tecnico di supporto all'azione della Regione Liguria, ad ARPAL è affidato lo svolgimento delle attività di monitoraggio sullo stato della qualità ambientale dei corpi idrici che, insieme alle attività di controllo, costituiscono il patrimonio informativo (disponibile sul sito AmbienteinLiguria) sullo stato e sugli impatti determinati dalle pressioni e dai drivers.
Da questo patrimonio di informazioni deriva il supporto agli enti per la predisposizione delle risposte, rappresentate da prescrizioni, leggi, piani e programmi, interventi strutturali per la tutela della risorsa idrica e in particolare dai Piani di gestione di bacino distrettuale e dai Piani regionali di tutela delle acque.